

Ritrovarsi con un viaggio

OPERE
PHOTOGALLERY
Una vita per l'Arte
PERIODO FIGURATIVO
(dagli anni '50 al 1972)
Anche se per la più parte impaginata dentro respiranti confini paesaggistici,
questo gruppo di tele di Vincenzo Balsamo non si comsumano affatto nelle articolazioni
naturalistiche che sappiamo, del resto, virtuosamente proprie del paesaggio tradizionale. Infatti,
più che predisposte a celebrare le opparenze visibili, la pittura di Balsamo - pur nascendo
da una diretta esperienza della realtà naturale - si concreta in assoluto in quelle
ragioni compositive che pretendono appunto elidere ogni correlazione
naturalistica della sostanza pittorica. ...
Carlo Giacomozzi
(tratto da: E. Crispolti, Vincenzo Balsamo, monografia, 1992, p. 50, ed G. Corbelli)

Monumento al marinaio, 1957, olio su tela/oil on canvas cm 70x100

Monumento al marinaio, 1957, olio su tela/oil on canvas cm 70x100

Porta Portese, 1958, olio su tela/oil on canvas cm 70x100






































PERIODO CUBISTA
(dagli anni '72 al 1974)
[...] Tuttavia, anche se immerso nel clima assai severo delle riduzioni formali, l'artista
di tanto in tanto si riconduce ai cieli dell'emozione e stempera il suo fiato lirico nell'evidenza più
nota della realtà: ecco, allora, il gettito improvviso - e incontrollato, si direbbe - di alcune nature morte.
Fitte di elementi e illividite di colore, incastrate e tassellate in un ritmo serrato, ma rinate dalle contrazioni
di una geometria cubista "autre" o ancora linearmente distese nelle distribuite assonanze cromatiche,
ovvero raccolte in quella misura cézanniana che risolve l'immagine nella compattezza
degli oggetti, stretti in un unico nucleo figurale. [...]
Carlo Giacomozzi
(tratto da: E. Crispolti, Vincenzo Balsamo, monografia, 1992, pp. 51-52, ed G. Corbelli)

Reminescenza cubista, 1972




PRIMA ASTRAZIONE
(dal 1974 al 1976)
... Balsamo capovolge la posizione del quadro, da fondale a schermo. La luce diviene la
base espressiva della sua ricerca, non in quanto rappresentata, ma come germe attivo e operante.
È quella luce in trasparenza che rende diafoni e timbrati i rossi e gli azzurri, che sospende come a mezz'aria
i neri dei contorni delle figure geomatriche, che permette le sovrapposizioni dei toni diversi come velature.
È questa stessa luce che attiva il dinamismo pacato della damiera minuta e orlata, assicura la
validità degli spazi vuoti come quella dei pieni, garantisce in controluce la spontaneità
del colpo di pennello, incancellabile e irrepetibile come quella della pittura Zen. ...
Floriano De Santi
(tratto da: F. De Santi, Vincenzo Balsamo,"Il Canto del Colore", 1996, pp. 11-12, ed. Grafiche Ariccia)

Verso l'astrazione n. 2, 1975

Memoria scomposta, 1976




DECOMPOSIZIONI
(dal 1975 al 1977)
... Ma sono per Balsamo ancora anni di sperimentalismo, e infatti nel 1977
eccolo proporre invece una dispersa definizione segnico-materica
della intera superficie... ... Superficie materiche uniformemente
nere ove affiora l'inserimento di frammenti oggettuali ed ulteriormente
materici. Un passaggio qualitativamente rilevante nel lavoro di Balsamo. ...
Roma, giugno 1992, Enrico Crispolti
(tratto da: E. Crispolti, Vincenzo Balsamo, monografia, 1992, p. 17, ed G. Corbelli)

Lacerazioni, 1975/76

Solare III, 1976



Nebulose
(dal 1976 al 1978)
" Con le cosidette Nebulose si apre un altro interessante capitolo del percorso artistico del Maestro in cui la pittura si fa più morbida e le ferite degli anni precedenti appaiono in parte ricomposte sulla tela e sull'animo.Il termine allude al mistero di una realtà lontana, di galassie irraggiungibili, di un universo distante e di un 'atmosfera sognante, che in parte genera timore e in parte affascina"
-G.Balsamo




Evocazioni
(dal 1978 al 1979)
[...] Se la poetica del' art autre porta alle estreme conseguenze l'assunto
di una dimensione esistenziale dello spazio a temporalità, il sentimento del
tempo già passa come una lenta corrente, con i suoi affiorati detriti, attraverso il
ciclo "Le evocazioni" che Balsamo dipinge con l'aiuto dell'aerografo)[...] Fra il fondo del
quadro e la matassa dei segni non c'è apparentemente alcun rapporto; anzi, il fondo è
esso stesso figura cromatica, ma tra il fondo e i motivi segnici s'interfoliano come
delle lamine di luce, come degli spessori di nebbia, o delle ombre vaganti e
rettrattili, umide dopo la pioggia, ma fra le cui stille s'insinua il sole. [...]
Floriano De Santi
(tratto da: F. De Santi, Vincenzo Balsamo,"Il Canto del Colore", 1996, pp. 11-12, ed. Grafiche Ariccia)

Rilievi fantastici, 1978

Abissi, 1978



Seconda Astrazione
(dal 1980 al 1987)
[...] Adoperando i mezzi espressivi della pittura con assoluta libertà, l'artista compie una
catalogazione di dati con la precisa funzione di stabilire un contatto privato, prima ancora che
estetico, reso dinamico dalle rapidità degli spostamenti ottico-prospettici, nel desiderio di un rapporto
dialettico in cui l'elemento significativo, cioè l'uomo, continui ad essere presente anche se fisicamente
assente. È ciò ottiene per via di un processo accrescitivo della forma al cui interno, come il fluire
di un respiro, l'immagine sfuggente crea singolari sospensive nel cui ambito matura il suo
percorso di conoscenza. [...]
Vito Apuleo
(tratto da: E. Crispolti, Vincenzo Balsamo, monografia, 1992, p. 58, ed G. Corbelli)

Oggetti in Evoluzione, 1985



Astrazione Lirica
(dal 1987 ai giorni nostri)
[...]più di ogni altra cosa il gesto pittorico di Balsamo è un gesto di proiezione intellettuale,
una radiografia dei momenti fondamentali della storia dell'arte[...] [...] E inoltre concettualizza che,
almeno nel caso di Vincenzo Balsamo, tutto questo mondo pittorico fenomenico del suo linguaggio,
tutta la sua sintassi figurativa e la sua architettura reticolare, nella sua dinamica variabilità si
allaccia con e si muove dalla "luce", ciò che qui può essere visto come lo spirito creativo delle opere.
[...]l'opera di Vincenzo Balsamo ravviva i segni di una memoria storico collettiva, e ce li consegna,
come materiale da trasformare, come elementi che possono tornare utili[...] [...] una sorta di
arricchimento nel percorso di ricerca della pittura come "lingua". [...]
Demosthenes Davvetas
(tratto da: D. Davvetas, Vincenzo Balsamo, catalogo della mostra al Decouvertes di Parigi, 1994, ed G. Corbelli)

Heaven for everyone, 2008

Susseguirsi di piccole note, 2003